"Un Dante Psicofisico per il Bambino Interiore" di Stefania Maggini, presso Casa Petrarca ad Arezzo
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InArceDantis, Accademia Dantesca per le Arti e lo Spettacolo, assieme al Liceo Francesco Redi di Arezzo, hanno presentato, presso Casa Petrarca ad Arezzo, sabato 15 ottobre 2022 alle ore 17.30, il libro, "Psychophysical Dante for an Eternal Child" - "Un Dante Psicofisico per il Bambino Eterno", di Stefania Maggini.
Il libro è resoconto e analisi del lavoro di ricerca condotta per l'Università di Londra, di laboratori svoltisi nell'anno 2019 presso il Liceo Redi, per un approccio psicofisico all'endecasillabo dantesco, coinvolgendo 120 alunni e 5 docenti di lettere, alcuni dei quali prenderanno parte alla presentazione di sabato 15 ottobre.
Ha introdotto il Prof. Claudio Santori, Vice Presidente dell'Accademia Petrarca, e oltre l'autrice, sono intervenuti anche il Prof. Lorenzo Bastida della Società Dantesca Italiana, l'alumni Giulia Assediato e le docenti Laura Fratini e Clara Tortorelli del Liceo Francesco Redi di Arezzo. Ha presentato Roberta Soldani.
Riprese video: Enzo Celli
Qui di seguito un estratto dell'introduzione del Prof. Claudio Sartori:
Il libro, Psychophysical Dante for eternal child, mantiene perfino più di quanto non prometta il titolo perché costituisce un contributo assolutamente originale all’approccio con il testo dantesco, nella fattispecie con l’endecasillabo dantesco. Moltissimi sono infatti i volumi di critica dantesca dei più blasonati autori usciti a partire dal secondo dopoguerra, specialmente in area anglosassone, cominciando dal Singleton, ma non c’è nulla di simile ad un approccio psicofisico nella dozzina di commenti alla Comedìa usciti nella seconda metà del Novecento. Anzi, come è giustamente puntualizzato nella stessa prefazione al libro, la superfetazione della letteratura critica finisce col diventare un ostacolo per studenti distratti e docenti disorientati.
Ed ecco a portare una ventata di aria fresca il performative approach che strizza l’occhio alle sacre rappresentazioni medievali con i diavoli che appaiono in una nuvola di fuoco greco e bypassa lo scoraggiante schieramento delle truppe cammellate delle note al testo: avete presente la terzina che galleggia come piccioletta barca in cima al mare tempestoso della pagina completamente invasa dalle note su doppia colonna, piene di cfr. e scritte per giunta in carattere piccolo! Il libro è dedicato ad un idealizzato eternal child e tale confessa di essere l’Autrice laddove, nelle bellissime considerazioni finali, vede se stessa nell’imago che si conviene al cerchio! L’Autrice infatti ha respirato fin da bambina l’aria magica che circonda il castello dei Conti Guidi a Poppi, considerando appunto fin da bambina Dante come uno di famiglia, come se il sommo poeta avesse letto a lei invece che a Madonna Gherardesca, davanti al fuoco del camino nelle gelide notti invernali, i canti che veniva scrivendo, ancora freschi di inchiostro. Una specie di sogno, ma, come si sa, i sogni o toccano terra e diventano progetti o restano in cielo e diventano illusioni: e appunto un progetto sono diventate le fantasie di una eternal child, condivise fra il glorioso Liceo intitolato a Francesco Redi, qui in quella di poliglotta fra le sue numerose qualifiche, e l’Università di Londra dove l’Autrice negli anni tra il 2017 e il 2019 ha avuto modo di incontrare alcuni professionisti di arte e di spettacolo. Ed è da questo incontro che Stefania ha sviluppato l’intuizione di ricorrere al gesto e al movimento, ossia da quella che lei chiama “restituzione fisica del verso” per risolvere il problema di far interessare studenti adolescenti o poco più al mondo di uno scrittore medievale. Intuizione che è venuta man mano concretizzandosi con i preziosi apporti di un regista come il russo Konstantin Stanislavskij e il suo allievo Michael Cechov (si proprio un discendente del famoso scrittore!). Così i “canti” ossia i capitula della Comedìa, sono diventati principalmente ritmo venendo naturaliter ad aderire alla fisicità del giovane che ha potuto perfettamente usufruire del messaggio di cui era un destinatario attivo e motivato, non passivo, sospettoso e nella migliore delle ipotesi indifferente. Ed è appunto l’indifferenza che appare bandita dalle sperimentazioni poste in essere da quattro docenti del “Redi” (fra i quali ho avuto la gradita sorpresa di incontrare i volti a me ben noti di professoresse dei tempi miei) e da più di cento studenti. Il libro documenta in maniera esauriente, anzi esaustiva (anche con l’aiuto di numerose e suggestive fotografie) la metodologia e le applicazioni laboratoriali. Gli studenti, opportunamente disponendosi e variamente atteggiandosi, sono in qualche modo autori del testo in un divenire creativo che è la totale concentrazione della mente e del corpo: l’aula diventa la selva oscura, i muri, la cattedra, i banchi sono gli alberi e le rocce. Claudio Santori
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